Mollia, le frazioni: Piana Fontana e il mulino - Vercelli in Piemonte
Il mulino seicentesco era una vera e propria fabbrica con un tratto insolito per la zona: la stessa struttura era sede di attività diverse tra loro, come fucina, mulino, forno, falegnameria e ricovero per le granaglie.
Sorprendente la funzionalità del complesso, innanzitutto grazie alla fonte di energia inesauribile: presa dal vicino corso d’acqua. Gli ingranaggi, azionati dalla forza idrica, assicuravano il movimento sia alle macine in pietra sia al maglio per la lavorazione del ferro, attività di grande portata, se si pensa che i prodotti, tra cui chiodi, serrature e tagliole, venivano venduti su tutto il territorio.
La costruzione, oggi completamente restaurata, si sviluppa su tre piani, con la fucina al piano terra, le macine per i cereali e una stanza adibita a forno al primo piano, al secondo piano il granaio e la stanza del fabbro-mugnaio in corrispondenza del forno, in modo da utilizzarne il calore come riscaldamento, mentre il terzo piano era un deposito per la stagionatura di legumi e ora è utilizzata come zona espositiva.
Oltre al mulino, a Piana Fontana si trova l’Oratorio della Madonna del Carmine, costruito fra il 1657 ed il 1660, affrescato da Borsetti, Orgiazzi e Avondo. Poco distante sorge la Cappella di S. Agata del 1632, affrescata anch’essa dall’Orgiazzi. La fontana, chiamata “buràl”, è decisamente essenziale, delimitata da pietre conficcate verticalmente nel terreno; alimentata da una sorgente d’acqua veniva prevalentemente utilizzata come abbeveratoio per gli animali. Inoltre, in un vicolo frazionale un vano ricavato nello spessore di un alto muro veniva utilizzato per riporvi il letame nei mesi invernali.
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