Ecomuseo del territorio e della cultura walser - Vercelli in Piemonte
Sicuramente i Walser se lo meritano un ecomuseo tutto per loro: un popolo forte e determinato che nel Medioevo ha sfidato la montagna, colonizzando e rendendo vivibili località ad altitudini dove ancora nessuno aveva pensato di stabilirsi. Abilissimi dissodatori e disboscatori, capaci di resistere alle dure condizioni di vita delle alte quote, i Walser non incontrarono ostacoli alla loro espansione. Da Gressoney a Mittelberg, dalla Valle del Lys alla Kleinwalsertal, dall’Italia all’Austria, attraverso Svizzera e Lichtenstein: queste sono le terre “dominate” dall’antica popolazione di stirpe alemanna, già nel X secolo insediatisi nel Goms, nell’Alto Vallese (da cui il nome “Walser” cioè vallesani). Nel XII secolo l’attività di colonizzazione si fa più intensa, anche per volontà dei signori feudali, e si spinge fino alle valli meridionali del Monte Rosa, alla Val Formazza, al Sempione, ai Grigioni e al Vorarlberg. Tutto questo per cercare terre da coltivare, fondando nuove comunità, naturalmente di lingua tedesca e pattuendo con i feudatari un affitto ereditario che porterà i Walser ad essere padroni assoluti della propria terra.
Tracce della colonizzazione walser in Valsesia si trovano ad Alagna, Rima (in Val Semenza) e Rimella (Val Mastallone). Ad Alagna l’abitato suddiviso in piccoli villaggi, ha mantenuto intatta la sua caratteristica originaria di villaggio vallesano. Le frazioni, oltre ai toponimi di origine tedesca (Zar Chilchu, Im Grobe, Zar Sogu, Zam Steg, In d’Ekku), conservano le tipiche abitazioni, le viuzze selciate, la fontana pubblica in pietra, il forno per il pane, la propria chiesetta e talvolta i mulini consortili. Uniche nel loro genere le abitazioni, interamente in legno, coi tetti ricoperti di lastre di pietra grigia, cinte da balconate a graticci, un tempo utilizzate per essiccare la canapa, il fieno e la segale. Di particolare interesse il Walsermuseum, che espone costumi, arredi, mobili, attrezzi da lavoro, oggetti in uso nella vita quotidiana che raccontano la storia e la cultura dei Walser. Merita un’escursione l’insediamento walser della Val d’Otro, raggiungibile con un’ora circa di cammino da Alagna, tra i più belli e intatti delle Alpi. L’insediamento walser di Rima, alla testata della Val Semenza, visitabile solo a piedi ha un impianto architettonico e urbanistico completamente diverso da quello di Alagna. Costretti a emigrare, gli abitanti di Rima, ritornati al villaggio d’origine costruirono veri e propri “palazzetti”, ispirati allo stile delle corti dove lavoravano. Abili stuccatori e gessatori, gli abitanti di Rima si specializzarono nella realizzazione del marmo finto, visibile anche nella Parrocchiale. Questo raffinato mestiere li portò a decorare regge e cattedrali di mezza Europa, perfino in Russia. Tuttora a Mosca un colonnato in marmo finto del Cremlino conserva la firma dell’artigiano di Rima Axerio che lo ha realizzato.
Rimella è il più antico insediamento walser della Valsesia, dove la parlata originaria è ancora usata dagli abitanti più anziani. L’abitato comprende 15 frazioni, poste in scalinata sui fianchi ripidi della montagna. Centro dell’insediamento è la frazione Chiesa che conserva ancora la tipica casa costruita in parte in legno, secondo la consuetudine walser, tecnica che però è stata ben presto abbandonata a causa della scarsità di legno di larice. Particolare e caratteristica è la frazione di San Gottardo, nucleo originario di Rimella. Proprio queste tre località costituiscono l’Ecomuseo del territorio e della cultura walser e offrono al visitatore percorsi suggestivi per rivivere tutto il fascino delle antiche tradizioni e dell’economia rurale e per assaporare le sottili differenze tra i tre nuclei walser della Valsesia.
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