Borgo d'Ale - Vercelli in Piemonte
Centro ortofrutticolo (coltivazione della pesca e del kiwi), industriale e faunistico-venatorio, sorge a cavallo tra i rilievi morenici del lago di Viverone, a nord, e la pianura vercellese, più a sud. La zona costituisce una tipica “area di strada” attraversata fin dall’antichità dal percorso che collegava la Pianura Padana occidentale con i valichi del Grande e del Piccolo San Bernardo. Importanti i reperti rinvenuti in zona, sia di era protostorica, come le “cappelle” rituali incise in un masso in regione Lusenta, sia di epoca romana, tra cui il tracciato della strada che portava da Ivrea a Vercelli o alcune tracce di insediamenti nell’area di Clivolo, o anche di origine longobarda, come le ricche sepolture di alcuni guerrieri. I corredi qui rinvenuti si conservano in parte al Museo Leone di Vercelli e in parte al Museo di Antichità di Torino.
Prima della fondazione di Borgo d’Ale (1270), numerosi erano gli insediamenti sorti in quest’area di transito: a testimonianza rimangono le chiese e i ruderi di strutture difensive. Procedendo verso il lago di Viverone si incontra dapprima Areglio, il cui abitato si stringeva attorno alla chiesa romanica di S. Maria (la “Gesiassa”), un tempo pieve, cioè chiesa battesimale preposta a un gruppo di cappelle, della diocesi di Ivrea. Sono ancora visibili consistenti ruderi dell’edificio sacro datato 1025 , e quelli di alcune fortificazioni. Attualmente il nome della località è stato ereditato da un vicino gruppo di case.
Poi si trova la frazione di Erbario, antica dipendenza del monastero di S. Genuario, della cui chiesa, dedicata a S. Dalmazzo, rimangono i muri laterali dell’unica navata; sul Bric del Mont, altre rovine sono interpretate come resti del castello - ricetto di Erbario, un complesso difensivo della dubbia origine che si estende su un’area di 5.000 metri quadrati. A est di questa altura sorgeva la cella di Meoglio, anch’essa soggetta nel Medioevo ai monaci benedettini di S. Genuario e dedicata a S. Bononio. Presso i suoi pochi resti si trova la chiesa – santuario della Madonna della Cella, risalente alla metà del XIX secolo. Il luogo in cui sorse Borgo d’Ale invece, faceva parte del territorio di Clivolo, la cui chiesa dedicata a S. Michele e datata al 1050ca. fu a capo, per lungo tempo, di una pieve della diocesi eusebiana.
Gli affreschi più antichi che si conservano al suo interno risalgono al terzo quarto dell’XI secolo: nel cilindro dell’abside, figure di apostoli con un libro e un rotolo tra le mani. Sulla parte sud, molto rovinate, si conservano scene affrescate probabilmente sul finire del XII secolo. Rispondendo alla richiesta di alcuni abitanti delle località sopra citate e di Alice, nel 1270 il Comune di Vercelli acconsentì alla formazione del borgo franco, a condizione che venisse costruito sul terreno completamente sottoposto alla giurisdizione vercellese. Al centro del nuovo borgo franco fu eretta la nuova chiesa parrocchiale, che mutuò la dedicazione a S. Michele. L’edificio attuale , progettato dall’architetto Bernardo Vittone nel 1770 e completato otto anni dopo dal suo aiuto architetto Giovanni Maria Contini, è caratterizzato da un ampio vano a pianta centrale esagonale, sormontato da una grande cupola e circondato da sei absidi. Al XVI secolo risale la chiesa della Consolata, lungo la strada per Alice, è del Settecento.
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