Veroli - Frosinone nel Lazio
La cittadina sorge su un rilievo dei Monti Ernici, ad una altezza di 594 metri e la sua origine è antichissima. Gli Ernici, una delle etnie laziali, popolarono questi monti intorno al XII° secolo avanti Cristo e fondarono l’antica Verulae in posizione strategica, su un’altura tra la valle del Sacco e quella del Liri. Dell’antico centro ernico rimane un consistente tratto delle mura poligonali, con sovrapposizioni romane e medievali. Più tardi anche Veroli, come tutti i Paesi del Latium Novum, cade sotto l’orbita romana. Alleatasi con Roma durante la guerra sociale, acquista con la municipalità un certo grado di autonomia amministrativa. Testimonianza del periodo dell’alleanza con Roma sono i “fasti verulani” (I° sec. d.C.), un particolare calendario romano, che è visibile presso il cortile di casa Reali. Vi sono indicati solo i primi tre mesi dell’anno, dei quali fa conoscere la ripartizione del mese, i giorni fasti, i nefasti, quelli parzialmente favorevoli e quelli idonei alla convocazione dei comizi.
Nel IX° secolo, durante le invasioni dei saraceni, emerge il ruolo politico-militare di Veroli, situata su una direttrice importante e nell’877 la città subisce un saccheggio da parte degli stessi saraceni. Centro di una fiorente tradizione notarile fin dal Medioevo, nel Rinascimento primeggia per studi umanistici, con le figure di Giovanni Sulpizio e Aonio Paleario. Nel XVI° secolo le truppe spagnole, alleate dei colonna, la conquistano, e nel corso del ‘500 viene sottoposta al governo dei cardinale, tra cui il cardinale Quinones. Il nucleo storico di Veroli ha tre parti distinte: nella parte superiore si estende a forma di spina di pesce il quartiere San Leucio, fino alla rocca omonima; la parte mediana si svolge intorno alla piazza centrale, costituendo un borgo ricco di palazzi nobiliari edificati intorno alla Cattedrale di S. Andrea; e infine, in basso, è il rione di Santa Croce, che discende con stradine in forte pendenza. La Cattedrale, duecentesca, fu costruita sopra il tempio principale dell’antica Verulae, a tre navate e un transetto.
L’interno è barocco, frutto delle ristrutturazioni del sei-settecento. L’abside centrale contiene un coro ligneo del 1624 e nella navata di sinistra si possono ammirare due tele di Taddeo Kuntz (polacco, 1731-93): I Discepoli del Battista e Il martirio di San Bartolomeo. Nella navata destra si apre l’ingresso al Tesoro, che comprende preziosi cimeli: una grande croce d’argento del 1291 che racchiude parte del Santo Legno della Croce; due croci processionali d’argento del XIV° e XV° secolo; un busto d’argento dorato e sbalzato contenente la testa di S. Salome; un altro busto d’argento contenentearte delle teste dei Santi Giovanni e Paolo (sec. XIV°). La Chiesa di Santa Salome, anch’essa del duecento, venne riedificata dopo il terremoto del 1350, e nel luogo in cui sorge vennero ritrovati, nel 1209, i resti della Santa, madre degli Apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni l’Evangelista, nonché protettrice della città. Le absidi sono costruite nella scarpata su cui è eretta la chiesa e le immagini della Santa e dei figli sono opera del Cavalier d’Arpino e di Girolamo Imparato.
Nella basilica superiore il vescovo di Veroli Monsignor Lorenzo Tartagni, agli inizi del ‘700, fece costruire la “Scala Santa”, composta da 12 gradini di marmo. Per concessione di papa Benedetto XIV°, salendo genuflessi questa scala, si lucra l’indulgenza quotidiana di 100 giorni e, una volta al mese, la stessa indulgenza che Sisto V° concesse alla Scala Santa di S. Giovanni in Laterano a Roma. Nell’undicesimo gradino è racchiusa una reliquia della Croce Santa. Nell’antico borgo superiore si trova la Chiesa più antica di Veroli, dedicata a sal Leucio, del XI° secolo; le sue dimensioni ridotte e la semplicità dello stile ne fanno uno dei tesori di questa cittadina, ricca di storia, arte e cultura. Il comune di Veroli comprende nel suo territorio anche l’Abbazia di Casamari, perla dell’architettura gotico-cistercense in Italia. Fondata nel 1005 come cenobio benedettino, passò nel 1140 ai cistercensi, che nel secolo successivo la riedificarono secondo i canoni architettonici dell’Ordine. Di particolare interesse è la basilica, la sala capitolare ed il museo dell’Abbazia. Non lontano da Veroli, Prato di Campoli è il punto di partenza per una serie di suggestivi percorsi naturalistici. Si può puntare verso Monte del Passeggio (2064m.) traversando la lunga e boscosa valle di Femminamorta, uno degli angoli più solitari della montagna laziale.
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