Supino - Frosinone nel Lazio
La cittadina è un piccolo centro, di origine medievale, a circa 350 metri di altitudine, aggrappato alle pendici dei monti Lepini, con lo scenario di monte Gemma (1500 metri) dove nidifica l’aquila reale. Il castello di Supino, nel 1125, subì per oltre due anni l’assedio delle truppe di Onorio II°. Il signore locale Tommaso di Supino, acerrimo nemico dei Conti di Ceccano, cercò inutilmente di tenerli lontano, alleandosi con Ruggero d’Aquila nel 1216. Sconfitto, dovette cedere il feudo alla potente famiglia Conti, che lo tenne fino al XIV° secolo, quando, estintasi la famiglia, passò ai Colonna che lo detennero fino al 1800, tranne alcuni brevi periodi: dal 1501 al 1503 ai Borgia; dal 1541 al 1549 confiscato da papa Paolo III°; dal 1556 al 1562 ai Carafa. Supino è conosciuta in tutta la zona per l’esistenza del Santuario di San Cataldo, venerato ogni anno da migliaia di pellegrini. L’attuale santuario è stato completamente rimaneggiato nel 1966, e presenta una porta di bronzo, opera dello scultore Saverio Ungheri, raffigurante scene sacre legate alla vita del Santo ed ai suoi miracoli. L’interno del tempio, a pianta circolare, con anello interno, è scandito da sei robusti pilastri, da cappelle laterali e da una cupola con lanterna. Lungo via Roma si ammirano numerosi portali medievali ad arco acuto o rotondi e una antica bottega con porta a bandiera. Nella piazzetta principale sorge la Chiesa di Santa Maria Maggiore, costruita all’inizio del 1700, con facciata a capanna semplice e l’imponente campanile a cinque piani, con monofore e orologio alla sommità. L’interno del tempio, a navata unica con dieci cappelle laterali, presenta un bel soffitto a botte interrotto da lunette. Nella parte più alta dell’abitato si trova la Chiesa di San Nicola, con facciata semplice divisa da lesene, con portale architravolto ed un ampio timpano. Presenta l’interno in stile barocco, a navata unica con quattro cappelle laterali e soffitto a botte. All’ingresso del Paese si trova la chiesetta di San Sebastiano, elegante, con cornici in pietra, simile ad un tempietto greco. In aperta campagna, in località Fonte Pisciarello, sorge la Chiesa di Santa Maria di Loreto con affreschi del 1578. In località “Cona del Popolo” si trovano i resti di una villa romana del I° secolo dopo Cristo. Venuti alla luce nel corso di recenti scavi archeologici, presentano numerosi ambienti, con pavimenti in cotto, marmo e a mosaico. Questi ultimi sono di una belleza e rafinatezza tipiche dell’età imperiale. Alcuni rappresentano soggetti marini, con pesci, conchiglie, meduse, tritoni, mostri marini e figure femminili che nuotano. Tale complesso archeologico rappresenta la testimonianza evidente che la zona, immersa nel verde, alle falde dei monti Lepini, fin dall’eposa romana veniva apprezzata e popolata dalle famiglie benestanti. Molto frequentata, soprattutto nei mesi estivi, la fonte del “Pisciarello”, con acqua minerale, molto indicata per la cura delle malattie renali. Una moderna strada permette di raggiungere in pochi minuti il pianoro di Santa Serena (1100 metri di altitudine), nel cuore dei Monti Lepini, base di escursioni verso la cima di Monte Gemma, dove ancora nidifica l’aquila reale. Nel mese di maggio, nel centro del Paese, si svolge la “Mostra delle Azalee”, manifestazione unica nel suo genere per il gran numero delle piante messe in mostra e per il forte richiamo turistico.
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