Ferentino - Frosinone nel Lazio
La storia di Ferentino si identifica con quella di tanti altri centri della Ciociaria le cui origini si confondono con la leggenda o la mitologia. Città ernica, conserva ancora ben visibile la cerchia di mura poligonali pelagiche, lunga circa due chilometri, che proteggeva la comunità risalente ai secoli VIII° - IV° a.C. E’ posta su una altura ben fortificata a 396 mt sul livello del mare, in posizione strategica sulla sottostante valle del Sacco, dove scorreva la principale via di transito tra Roma e la Campania, la via Latina. Nel 306 a.C., Ferentino, come Alatri e Veroli, ebbe da Roma il privilegio di conservare proprie leggi, possibilità di imparentarsi con i romani e di rimanere nella Confederazione Latina. In epoca imperiale la città fu il centro favorito dalla nobiltà romana, attirata dalla facile posizione, dal clima, dalle belle ville, dalle sorgenti di acqua acidula-solforosa, dal teatro di 54 metri di diametro che poteva ospitare fino a 3.500 persone. Ferentino fu uno dei primi centri del Lazio ad essere evangelizzato.
La prima Curia Vescovile fu fondata dal papa San Silvestro negli anni compresi tra il 314 ed il 335 d.C, ma soltanto dopo il 600 il Vescovo si stabilisce in città, presso la Chiesa di Santa Maria Maggiore dove, nell’anno 824, si portò il corpo del Patrono della città, Sant’Ambrogio, martire sotto l’Imperatore Diocleziano. Nel XIII° secolo venne scelta da papa Innocenzo III° quale capoluogo della regione del Lazio meridionale, allora chiamata Campagna e Marittima, e fu in seguito residenza di molti Papi, tra i quali si ricordano Alessandro III°, Pasquale II°, Eugenio III°, Innocenzo III° ed Onorio III°. La città fu occupata nel 1798 dalle truppe franco-polacche e vi soggiornarono, nel 1806 il principe Giuseppe Bonaparte, futuro re di Spagna, e nel 1849 Giuseppe Garibaldi e Luciano Manara. Fra i personaggi che diedero lustro alla città si ricordano i Consoli Aulo Irzio, luogotenente di Giulio Cesare, e Marco Lollio; le imperatrici Flavia Domitilla, moglie di Vespasiano, e Cornelia Salonina, moglie di Gallieno; il condottiero Gregorio de Montelongo, legato pontificio presso la Lega Lombarda, che nel 1248 sconfisse l’imperatore Federico II° nella battaglia di Parma; Rinaldo Conti, Capitano del Popolo di Ferentino, responsabile con l’emissario del re di Francia, Guglielmo di Nogaret, dello “schiaffo di Anagni”contro Bonifacio VIII°.
Tra gli umanisti si ricordano Martino Filetico, per anni alle corti degli Sforza e dei Montefeltro, e Navidio Fracco, autore di poemi dedicati a papa Paolo III°. Tra le opere pre-romane si possono ammirare le poderose mura e l’Acropoli, sulle quali sono aperte dodici porte. Le più interessanti sono la Porta Maggiore con poderose arcate; la Porta Pentagonale a sesto acuto, simile a quelle esistenti ad Arpino e a Trinto, in Grecia; la Porta Sanguinaria, la più nota, così chiamata perché vi passavano i condannati a morte per raggiungere il sottostante luogo delle esecuzioni. Inglobato nell’Acropoli troviamo il suggestivo “mercato romano”, databile tra il II° ed il I° secolo a.C., in ottimo stato di conservazione. I resti del teatro romano, del II° sec. d.C., di grandiosi edifici termali, in parte inclusi sotto la chiesa di S. Lucia, testimoniano lo splendore raggiunto dalla città durante la municipalità romana. Il “Testamento di Aulo Quintilio”, rarissimo monumento epigrafico romano, scolpito nella roccia e risalente all’epoca di Traiano, è situato nel luogo dove anticamente sorgeva il foro.
La Chiesa di Santa Maria Maggiore è un bellissimo esempio, per eleganza di forme, di gotico-ogivale, edificata nel XIII° secolo ad opera dei monaci cistercensi, e la Cattedrale, edificata sulla sommità dell’Acropoli, è un notevole esempio di architettura romanica del IX° secolo. Custodisce pregevoli opere dei Cosmati: pavimenti, amboni, candelabro e seggio vescovile. Le Terme di Pompeo, situate in un parco secolare, erano note fin dall’epoca romana, e a Domitilla, nativa di Ferentino, moglie di Vespasiano e madre degli imperatori Tito e Domiziano, è attribuita la costruzione delle antiche terme. Nel 1854 la famiglia Pompeo diede vita al primo stabilimento termale dell’età moderna e, negli ultimi decenni, ha dato nuovo impulso all’attività con la costruzione di un modernissimo centro, dotato oltre che della struttura per le terapie termali, anche di un elegante residence hotel, di un centro benessere e di un funzionale centro congressi. L’acqua delle Terme Pompeo trova applicazione in un’ampia gamma di cure per numerose patologie.
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