Collepardo - Frosinone nel Lazio
Piccolo centro nel cuore dei Monti Ernici, posto su una altura a 586 mt, risale come origine al VI° secolo, quando Teodorico II°, re dei Goti, cercò di incentivare le attività legate alla terra. Verso l’anno 850 la comunità locale venne rinforzata da un gruppo di profughi normanni e il piccolo centro subì trasformazioni ed ingrandimenti che lo portarono alla struttura ancora oggi visibile: cinta muraria, torri di avvistamento, strada principale da nord a sud e collegamenti trasversali con tutte le porte di accesso. Dall’aspetto di grande fortilizio, ben munito, Collepardo fu mèta e passaggio di religiosi che si ritiravano alla vita contemplativa e all’eremitismo, soprattutto nella zona di Trisulti. La figura più imponente di questo periodo storico fu San Domenico da Foligno, arrivato a Trisulti attorno al 980, la cui fama si sparse nei centri circostanti con la conseguente formazione di comunità di monaci e monache.
L’ascesa al potere della famiglia Colonna, con Martino V° papa, fece entrare Collepardo nel novero dei beni dello stato Pontificio. Nel 1611 la cittadina passò sotto il controllo della famiglia Tolomei, originaria di Siena. Nel XVIII° secolo il piccolo centro fu colpito da una tremenda carestia e fu aiutato dai monaci della vicina Certosa, e da allora tutta la vita economica, sociale e culturale del paese è stata condizionata dalla presenza dell’importante monastero. Il territorio vanta bellezze naturali uniche nel loro genere, come la “ Grotta Regina Margherita” e il “Pozzo di Antullo”, grandiosa voragine di tipo carsico, alle falde del massiccio della Monna. La Certosa di Trisulti sorge su un contrafforte, alle falde del monte Rotonaria. In questi luoghi, fin dai primi albori del Cristianesimo, fiorì e maturò la vita religiosa eremitica, benedettina e certosina. E come testimonianze di queste tre fasi della vita religiosa, nella zona si possono ammirare il mistico Santuario della Madonna delle Cese, il monastero di san Bartolomeo (poi di san Domenico) e la Certosa. I lavori della costruzione della Certosa iniziarono nel 1204, per volontà di Papa Innocenzo III°, ad opera dei Maestri Comacini.
Nel 1208 il monastero venne preso in consegna dai Certosini, mentre nel 1211 lo stesso papa consacrò la chiesa, dedicandola a San Bartolomeo, a San Giovanni Battista e alla Vergine Assunta. L’ordine dei certosini, fondato da San Bruno nel 1084 a Chartreuse, presso Grenoble, fu chiamato a Trisulti da papa Innocenzo III°, e vi rimase fino al 1947, quando fu sostituito dai Cistercensi di Casamari. Si accede al complesso attraversando un portone di ingresso, decorato da un bassorilievo raffigurante san Bartolomeo, protettore dei certosini, mentre nella seconda arcata il pittore Filippo Balbi dipinse la “ Madonna che porge del pane a un monaco”. Si raggiunge il piazzale principale del monastero, dove si trovano la facciata medievale del Palazzo di Innocenzo III°, che oggi ospita una importante biblioteca e la facciata neoclassica della Chiesa, intitolata alla Vergine Assunta, a San Bartolomeo e a San Bruno. La chiesa, ad aula, è divisa in due settori da un tramezzo, sui cui lati si trovano due altari che ospitano i corpi di due Santi martiri: Bonifacio e Benedetto. In alto sulle pareti si trovano belle tele di F. Balbi, mentre, in basso, è addossato il coro dei fratelli conversi, opera di intagliatori locali eseguito alla fine del XVII° secolo. L’altro coro, finemente scolpito e ricco d’intagli e figure zoomorfe, fu eseguito dallo scultore Jacobò alla fine del XVI° secolo. Le pareti della chiesa sono ricche di dipinti del Balbi e del Battelli, mentre al Caci spetta il grande affresco della volta, che raffigura la “Gloria dei Beati e Santi”.
La fama di questo monastero è in parte legata alla presenza di una bellissima farmacia affrescata dal pittore G. Manco con temi pompeiani e decorata con artistiche vetrine, entro le quali sono ancora conservati i recipienti in vetro ed in ceramica che contenevano i medicamenti. Di fronte si trova un salottino, decorato da Filippo Balbi, un tempo adibito a foresteria. Nella liquoreria, a fianco dell’ingresso della Certosa, si possono acquistare liquori e cioccolato prodotti dai monaci cistercensi. Tipica la Sagra delle fettuccine, che si svolge ogni anno nel periodo estivo, coinvolgendo le massaie del paese nella preparazione a mano del piatto tipico che viene poi distribuito a tutti i presenti.
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