Enogastronomia - Il torrone di Benevento, Campania
La “Cupedia”, ossia il progenitore del torrone, è uno dei cinque prodotti che per Marziale, nel I secolo, rappresentano Benevento, la città delle cinque C, ossia “Carduus et cepae” (cardone e cipolle), “Celebrata” (cervellate), “Cupedia” (copeta) e “Chordae” (corde).La classica copeta è composta da miele, albume d’uovo, mandorle o nocciole, amalgamati tra loro e cotti a bagnomaria.
Il torrone, ossia una copeta più raffinata ricoperta da naspro o da grana di zucchero, nasce successivamente e si diffonde nel XVII secolo in tre varietà: il Perfetto amore – ricoperto di cioccolato, limone o caffè; l’Ingranito – arricchito da confetti cannellini - ed il Torrone del Papa – composto da zucchero liquefatto, pinoli e frutta sciroppata.
Più tardi, nella metà dell’ottocento, compare il Torrone della Regina, destinato alla golosità di Ferdinando I di Borbone.
Il torrone diviene così il dolce più richiesto, tant’è che si assiste, agli inizi del ‘900, ad un incremento della produzione con il sorgere di tante piccole aziende.
Nel panorama nazionale ed internazionale, Benevento viene conosciuta per la squisitezza del suo prodotto dolciario e, fra tutti i torroni, si afferma quello allo “Strega” che trae il suo nome dall’omonimo liquore.
Nel 1891 nasce a San Marco dei Cavoti una delle varianti più conosciute del torrone, il Torrone croccantino, costituito da zucchero, mandorle e nocciole tritate e ricoperto da cioccolato fondente.Il croccantino deve il suo successo oltre che alla qualità, anche alla pezzatura; infatti ogni torroncino, del peso di circa 15 gr., è incartato singolarmente e, quindi, si presta ad essere gustato facilmente in ogni occasione.
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